Profondo Azzurro, testo critico di Sergio Turtulici
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Andrea Gatti i
monumenti della sua città, memorie della storia, della cultura, della nostra identità civile ai quali siamo usi
da tempo passare davanti senza guardarli e vederli, nella ridondanza disturbante di opere, merci e
messaggi del convivere, li sottrae alla dimensione degradata e caotica dell’ambiente urbano e all’oblio, li
disloca nel regno del mare, nel blu del silenzio e della trascendenza, del puro pensiero perché ritrovino, nei
suoi quadri almeno, nel suo mondo fantastico, una funzione comunitaria condivisa, una visibilità nuova, più
attenta e amorevole.
Profondo Azzurro (18 KB)
Arte in luce 2009
Villaggio Olimpico di Torino, via Giordano Bruno 191 dal 24 ottobre al 8 novembre 2009.
Arte contemporanea e nuove tecnologie si incontrano nei 2500 mq che compongono gli spazi del Villaggio Olimpico. Sculture, dipinti, elementi di design, opere architettoniche, ma anche installazioni, performance, fotografie e video d’arte, tutti appositamente creati da 130 artisti italiani e internazionali, si snodano lungo un ideale percorso che indaga sul tema della luce. 250 opere di arte visiva e digitale all’interno dell’area espositiva hanno l’elemento luce come soggetto primario dell’opera.
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Arte in Luce
PERCORSI IN ALTA QUOTA: 6 artisti con la loro soggettività di percorso interiore nei territori, nel paesaggio
della montagna.
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Tinberartgallery
Presentazione
Mostra d’arte contemporanea “WATER CUBE: la memoria dell’acqua” con la presenza di 20 artisti nazionali e internazionali.
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Primo Piano LivinGallery
RASSEGNA DI SONORIZZAZIONI “CHIAVE DI VIOLA” dall’8 aprile 2009 al 6 giugno 2009 presso i circoli Artintown e Caffè Basaglia.
Più di 30 gruppi musicali jazz, folk, rock, elettronica, blues, classica, 10 opere d’arte di artisti emergenti e professionisti, 9 serate di sonorizzazioni all’Artintown ed al Caffè Basaglia di Torino. La rassegna, chiamata Chiave di Viola, si propone come connubio tra arte & musica ed è organizzata da HTS Musica in collaborazione con RenTheArt- Affitta l’Arte con il cuore.
Il 23 maggio, il folk energico dei Taluna ed il rock vario di Masquerada, Malfido e Santiago, tradurranno la fascinazione fantastica dell’illustrazione di Andrea Gatti “Il faro della Vittoria”, dalla serie “Torino Sommersa”.

RenTHeArt
Arte: Torino sott'acqua, le invenzioni di un painter.
Torino (soprattutto ma non solo) è il soggetto prediletto di Andrea Gatti, illustratore e digital painter. Appassionato della propria città e del mare, Gatti ha creato una serie d'immagini di grande impatto, inconsuete e stranianti, che ritraggono famigliari scorci urbani come relitti inghiottiti dalle acque. Alcune delle immagini della fotogalleria ed altri lavori saranno visibili nella mostra QualcosaDiPersonale, dal'11 al 24 aprile 2009, che verrà allestita nella galleria della Cantina comunale di La Morra, via Carlo Alberto.

Multimedia | Torino la Repubblica.it
L’Associazione Culturale Azimut con il sostegno di Regione Piemonte, Fondazione CRT e Camera di Ccommercio di Torino e con il patrocinio della Città di Torino inaugura MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE alle ore 18.30 la mostra TORINO SOMMERSA dedicata al Vincitore del Premio del Pubblico di IoEspongo IX Edizione ANDREA GATTI.
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Associazione Azimut
L’Associazione Culturale Azimut è lieta di invitarLa alla mostra collettiva dedicata ai 10 anni di IoEspongo.
Catalogo Mostra (3,84 MB) |
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Associazione Azimut
L’Associazione Culturale AZIMUT è lieta di invitarvi alla serata finale di IoEspongo 9ª edizione nel nuovo spazio espositivo in Piazza Palazzo di Città 8, antica Piazza delle Erbe a Torino. Giovedì 19 ottobre 2006 a partire dalle ore 19 verrà inaugurata la mostra collettiva dedicata ai dodici finalisti della nona edizione di IoEspongo rassegna concorso per giovani artisti.
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Associazione Azimut
SCOPRIRE UNA TORINO SOMMERSA...
Al Circolo ARCI SoundTown di Via Berthollet 25, a Torino è in corso di svolgimento la mostra Torino Sommersa, di Andrea Gatti.
Un viaggio virtuale tra scorci e monumenti trasformati in veri e propri relitti sul fondale marino. L’occhio si perde in una Torino circondata dai cetacei, immersa in un mare blu tropicale. Una sensazione di tranquillità ti sommerge non appena immergi lo sguardo nelle opere di Andrea Gatti, sommozzatore di immagini, creatore di immagini in computer grafica che hanno come soggetto una città ormai abbandonata dagli uomini, ma patria delle popolazioni degli oceani. “Lavoro su carta a tecniche miste – spiega – poi faccio la scansione del disegno e la modifico al computer. Le nuove tecniche danno possibilità di variazioni pressoché infinite. Puoi rimaneggiare l’immagine finché vuoi, giocare con le luci e le ombre, aggiungere e togliere elementi”.
(http://www.sottacqua.info - n° 2 aprile 2007)
TORINO SOTT'ACQUA SAREBBE COSÌ
Il cavallo di Bronzo di piazza San Carlo illuminato da una leggera luce filtrata dalle acque marine e pesci gialli che nuotano attorno alla punta della Mole Antonelliana. Questi sono gli scenari suggestivi della mostra di Andrea Gatti, organizzata dall’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholè Futuro Onlus e Progetto «Il Pianeta Azzurro», tenutasi lunedì 26 marzo, presso il Circolo SoundTown in via Berthollet 25, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua.
L’intento dell’artista è quello di un viaggio virtuale tra scorci e monumenti trasformati in veri e propri relitti sul fondale marino, donando agli spettatori una sensazione di tranquillità che «sommerge». La visione è quella di una città ormai abbandonata dagli uomini, ma patria delle popolazioni degli oceani.
(Roberta Molina - La Voce Del Popolo, 1° aprile 2007)
UNO SGUARDO SULLA RETE
www.agatti.com
TORINO SOMMERSA
Una sensazione di tranquillità ti sommerge non appena
immergi lo sguardo nelle opere di Andrea Gatti, sommozzatore di immagini,
creatore di immagini in computer grafica che hanno come soggetto una città ormai
abbandonata dagli uomini, ma patria delle popolazioni degli oceani. Un viaggio
virtuale
tra scorci e monumenti trasformati in veri e propri relitti sul
fondale marino. L’occhio si perde in una Torino circondata dai cetacei, immersa
in un mare blu tropicale.
Grazie alle varie sfumature bluastre, lo spettatore
esce riappacificato dopo aver osservato le sue opere dalla luce soffusa
proveniente dall’alto e iffusa per tutta la propagazione delle onde in
superficie. A chiedergli il perché di questa idea, Andrea risponde semplicemente
che è sempre stato affascinato dalla forza della natura che si impone sulle
cose. Perfezionista e attento osservatore, mette mano mille volte all’immagine.
“Lavoro su
carta a tecniche miste – spiega – poi faccio la scansione del
disegno e la modifico al computer. Le nuove tecniche danno possibilità di
variazioni pressoché infinite. Puoi rimaneggiare l’immagine finché vuoi, giocare
con le luci e le ombre, aggiungere e togliere elementi”.
S.M.
(Stefano Moretto - .eco, febbraio 2006)
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L’ARCO VA SOTT'ACQUA
Espone l’artista Andrea Gatti
Silenzio. Il silenzio che le immagini comunicano colpisce lo spettatore che
di colpo si trova proiettato in futuro in cui l’umanità non esiste più, ma
restano le sue opere più grandi, a perenne memoria di glorie passate. E’ la
“Torino Sommersa” di Andrea Gatti (nella foto), creatore di immagini in
computer grafica che hanno come soggetto una città ormai abbandonata dagli
uomini, ma patria delle popolazioni degli oceani.
Alcune delle sue opere,
inclusa un’immagine creata per l’occasione e raffigurante l’Arco di via Vittorio
Emanuele II sommerso dalle acque, saranno esposte in una mostra visitabile
gratuitamente, a partire da sabato 24 settembre e fino a fine ottobre, presso la
Libreria della Torre di via Vittorio Emanuele II 34.
<<Mi piace il mare
– spiega Andrea Gatti – e adoro la mia città, per cui ho cercato di unire le due
cose con un pizzico di tocco personale e di fantasia.>>
Le immagini di
Gatti hanno una suggestione particolare: osservandole sembra davvero di
immergersi nel freddo oceano apocalittico che sovrasta ogni cosa – o quasi – e
di sentire i suoni emessi dai delfini, dalle balene, dai banchi di pesci che
nuotano sinuosi, indifferenti al paesaggio che li circonda e agli eventi antichi
avvenuti in quei luoghi. E la luce, proveniente dall’alto e diffusa ovunque
dalle onde in superficie <<contribuisce a creare un senso di
immobilità e di quiete – fa notare l’artista – che rilassa lo spirito
di chi osserva che si sente partecipe del blu che lo circonda>>.
(Chiara Armando - Corriere di Chieri, 21 settembre 2005)
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TORINO CITTÀ DI MARE
Andrea Gatti ci accompagna in un viaggio virtuale tra scorci e monumenti
trasformati in veri e propri relitti sul fondale marino.
Torino come
Atlantide, Torino città di mare.
L’occhio si perde tra una Mole Antonelliana
circondata dai cetacei, e Piazza S. Carlo immersa in un mare blu cobalto.
Una
visione apocalittica quella che Gatti ci offre, che richiama alla mente il nuovo
cinema catastrofico hollywoodiano, con la differenza che qui il visitatore non
esce sconvolto ma rinfrancato. Merito delle tonalità d’azzurro di alcune tavole
che trasmettono serenità, e di una cura nel dettaglio che svelano la passione
dell’autore per il regno di Nettuno. L’amore per il mare e per i suoi colori, si
fondono in questa personale visione di Torino e non solo.
(Lorenzo Corvi - luglio 2004)
ALLA SCOPERTA DELLA CITTÀ SOMMERSA
All'origine, come spesso succede, c'è una passione. Una passione che comincia
da bambino, sulle pagine dei fumetti e dei libri di avventura o fantasy, e si
fortifica tenace negli anni quando le storie, Andrea, comincia a illustrarle
lui. Non stiamo parlando di un interesse ordinario, ma di una scelta curiosa,
perseguita con ostinazione: Andrea Gatti, torinese, 34 anni appena compiuti, ha
da sempre la passione per i relitti. In particolare va pazzo per il Titanic, che
ha ridisegnato in tutti i minimi particolari - affondato, si intende, spezzato
in due e adagiato in fondo al mare, come è rimasto per quasi un secolo dopo la
notte della tragedia che segnava la fine della Belle Epoque e inaugurava,
simbolicamente sinistra, il Secolo Breve.
Naturalmente, non si accontenta del
Titanic: scoperti i disegni di Ken Marschall, specialista nella riproduzione
delle navi affondate (oltre che consulente del celebre film di James Cameron in
qualità di esperto del Titanic), li copia affascinato dall'impresa di riportare
alla luce questi cimiteri inabissati.
Ad Andrea, sommozzatore dell'immagine,
piace talmente il mondo subacqueo che con il tempo non riesce più ad
accontentarsi di quel che gli offrono i fondali marini e comincia a 'sommergere'
anche le città. E comincia proprio da Torino. Allora può capitare di vedere
passare davanti alla Mole antonelliana un branco di balene, e le alghe
ondeggiare al ritmo delle correnti sulle piazze e nelle strade, mentre le acque
stanno raggiungendo anche la sommità della Sacra di San Michele; Emanuele
Filiberto giace già da un pezzo sul fondo, con una grossa manta come unica
compagnia, le chiese di San Carlo e Santa Cristina testimoni mute di un mondo
che sembra aver subito un secondo diluvio universale.
Questa anomala Torino
degli abissi è stata anche esposta nella libreria Fontana dal 27 marzo al 17
aprile scorso: quattordici pannelli, illustrazione e pittura con tecniche
tradizionali e digitali, tutti - neanche a dirlo - rigorosamente blu.
A
chiedergli il perché di questa idea, Andrea risponde semplicemente che è sempre
stato affascinato dal mare e dai suoi segreti, dalla forza della natura che si
impone sulle cose. Perfezionista e attento osservatore, mette mano mille volte
all'immagine e così capita di vedere un tentacolo gelatinoso là dove prima c'era
un cavalluccio marino, segno - ancora una volta - di un mondo in movimento, che
può cambiare e lasciare appena il segno del suo passaggio. "Lavoro su carta
a tecniche miste - spiega Andrea - poi faccio la scansione del disegno
e la modifico al computer. Una volta quello che facevi sul foglio era
definitivo, adesso le nuove tecniche danno possibilità di variazioni pressoché
infinite. Puoi rimaneggiare l'immagine finché vuoi, giocare con le luci e le
ombre, aggiungere e togliere elementi".
Matita, pennarelli, matite
colorate, acrilici, aerografo: tutto diventa strumento di un possibile
'naufragio' in mano ad Andrea. Non ci sono però solo relitti e abissi nella sua
vita: e anche se, dopo aver finito l'Istituto Europeo di Design nel 1995, ha
cominciato a lavorare come impiegato in un'azienda, non ha mai smesso di
disegnare e inventare immagini. "Sono più un illustratore che un
disegnatore", precisa lui. Anche fotografo, ha un archivio di immagini
smisurato, di cui si può avere solo una pallida idea consultando il suo sito,
www.agatti.com. Sua è anche una serie di cartoline di Torino ad acquerello,
scorci puntinati di colore che danno un'aria 'pittorica' ai monumenti più famosi
della città. Mentre gli parli, per ogni argomento trova appigli visivi: un
disegno, una foto digitale rimaneggiata, un work in progress che davanti ai tuoi
occhi è una cosa ma in origine chissà cos'era, già modificata cento volte
dall'immaginazione creativa di Andrea. Si parla di libri - altra grande passione
- e lui tira fuori la foto di uno dei suoi autori prediletti, Daniel Chavarrìa,
'montata' sulla copertina del libro insieme alla firma autografa. "Non sono solo
la trama o lo scrittore a colpirmi - aggiunge - a volte basta una bella
copertina a convincermi: sono capace di comprare un libro solo per i colori
scelti dalla casa editrice". Poi, naturalmente, ci sono i fumetti: "Mi
piacciono Massimiliano Frezzato, Juan Gimènez, Enki Bilal: nelle loro tavole -
spiega - si ritrova traccia disegno e del colore. L'uso della tecnica
tradizionale dà sempre uno spessore particolare al disegno: per questo anche io
non riesco ad abbandonare la carta, mi piace vedere la traccia della pennellata,
della mano personale dell'autore".
La sua prima passione però, torna
sovrabbondante in primo piano: "Più di tutto adesso mi piacerebbe fare una
mostra dei miei relitti", racconta. Si torna senz'altro al principio di tutto,
quindi, senza dimenticare però la grande tentazione: lo testimonia il disegno di
una New York vista dal mare e dal mare - pericolosamente, prevedibilmente -
minacciata. In un'altra immagine, l'onda blu di Andrea non risparmia neanche le
Piramidi, il deserto ridiventato fondale marino. E non è che l'inizio.
(Federica Tourn - Torino Magazine n° 64)
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MOSTRA DI ANDREA GATTI
Silenzio. Il silenzio insito in queste immagini, innanzitutto, colpisce lo
spettatore ignaro che di colpo si trova proiettato in futuro remoto in cui
l'umanità è cancellata ma le sue opere più grandi restano, perenni vestigia di
passate glorie. E' la Torino Sommersa di Andrea Gatti, geniale ideatore di
immagini in computer grafica che hanno come soggetto una città ormai abbandonata
dagli uomini, ma patria delle popolazioni degli oceani.
Come mai questa
scelta? "Mi piace il mare - risponde semplicemente Gatti - e adoro
la mia città, per cui ho cercato di coniugare le due cose con un pizzico di
tocco personale e di fantasia, creando queste immagini."
Immagini che
hanno una suggestione particolare: osservandole sembra davvero di immergersi nel
freddo oceano apocalittico che sovrasta ogni cosa o quasi - e di sentire i suoni
emessi dai delfini, dalle balene, dai banchi di pesci che nuotano sinuosi,
indifferenti al paesaggio che li circonda e agli eventi antichi avvenuti in quei
luoghi.
E la luce, proveniente dall'alto, contribuisce a creare un senso di
immobilità e di quiete che rilassa lo spirito di chi osserva che si sente parte
di quell'immensità infinita. Luce magica, onirica, perché diffusa ovunque e
riflessa dalle mille onde in superficie.
Serenità perché silenzio e pace,
dunque, ma anche inquietudine di fronte allo spettacolo della Natura ribelle che
ha preso il sopravvento sui danni inferti dall'umanità alla terra natìa e ne ha
coperto i misfatti, lasciando noi spettatori a domandarci se andrà davvero così.
Finestre su un futuro possibile.
(Chiara Armando - ArTurin.it - 30 giugno 2004)
SOGNO E APOCALISSE
Torino sommersa da un giovane artista in
bilico fra tradizione e digital-graphic.
Chi di noi non è affascinato da Atlantide, l’isola della mitologia classica
inghiottita in una notte dai mari oltre le Colonne d’Ercole? Chi non
rabbrividisce al pensiero di ciò che attende la grande vallata cinese che verrà
sommersa e perduta per erigere la mastodontica diga delle tre gole? E se davvero
Venezia da città “sull’acqua” diventasse città “sott’acqua”? Non si può non
subire il fascino di ciò che non esiste o potrebbe non esistere più. Ed è la
stessa sensazione che si prova rispetto alla visione della Torino di Andrea
Gatti alla libreria Fontana nel centro storico della città. Una Torino
certamente tanto insolita quanto utopica, o possibile soltanto nelle più
apocalittiche realtà. La Mole Antonelliana, gioiello d’architettura
ottocentesca, completamente inabissato fino alle stelle, anzi, fino alla stella
per essere più corretti. Ma addirittura la juvarrana Superga dall’alto della sua
collina che diventa fondale marino. Tutti i monumenti, il simbolo della bellezza
torinese, si coprono in queste visioni di una patina che subisce il fascino del
tempo al di là di tutti i tempi, più distanti e più surreali di quanto già
potrebbero essere storicamente rispetto alle frenesie odierne. E questa una
realtà da sogno del dormiveglia, quello che sembra vero e tangibile, di cui si
possono annusare i profumi e confondere i lineamenti con quelli empirici. Non ci
si sente sconquassati davanti a queste opere di Andrea Gatti. C’è un’atmosfera
certamente straniante, ma percepita come logica ragion d’essere. Torino diventa
monocroma. Svaniscono i bianchi degli stucchi, le colonne di perla, i rossi dei
tetti e vengono sostituiti dalla predominanza del cobalto. E tutto diventa
immobile e silenzioso, come colto in una dimensione superiore e migliore. Il
giovane torinese si serve delle tecniche pittoriche tradizionali (acrilici e
matite) per sommergere le sue vedute, ma non disdegna poi l’intervento digitale,
quello virtuale del ritocco e del particolare, creando pannelli di media
grandezza che diventano quasi documento da reportage. Come in un viaggio
percorso per immortalare spettacoli da non dimenticare quando si farà ritorno ad
una realtà, quella quotidiana, che non si può dire se migliore o peggiore, ma
certamente legata ai suddetti da una questione di nessi sottili e
misteriosi.
(Sabatino Cersosimo - Corriere dell'Arte 17 aprile 2004)
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